Al centro di AGUSTINA, sulla soglia di Anahì Traversi – autrice e attrice che si definisce argentina, italiana e svizzera in parti uguali – vi è la casa, idealizzata come luogo ultimo di realizzazione economica, sociale, personale, ma che si può trasformare anche in un incubo claustrofobico.
Una madre, un padre e una figlia si trasferiscono dal Sud al Nord del mondo, in cerca di un luogo dove possa esserci una migliore stabilità economica e sociale. Una volta giunti a destinazione emergono però i ricordi e le malinconie del paese d’origine, ormai diventato un luogo idealizzato. La casa che hanno lasciato rappresenta il luogo in cui vorrebbero vivere, se il sistema economico non speculasse sulla vita delle persone, mentre la casa dove ora si trovano è il luogo dove la speculazione economica si prende gioco dei loro desideri. Agustina, figlia senza età, osserva e si osserva, chiedendosi: dove vivono le persone, in un luogo o in un sistema economico?