martedì 10 giugno

Teatrostudio
Gratuito

Attraverso un lavoro sul linguaggio e la creazione di neologismi – operazione necessaria per permettere di pensare al di fuori del discorso dominante –, l’autrice argoviese Julia Haenni esplora il sessismo che la medicina manifesta nel trattare il corpo delle persone di sesso femminile.

Una donna ha dolore e va dal medico, dal primo, dal secondo, dal terzo. Nessuno degli uomini bianchi in camice bianco ha una soluzione per i suoi dolori al basso ventre. Né tanto meno li considera sul serio.
frau heilt (party) mette in scena la storia secolare dello sguardo maschile sul corpo femminile e, con essa, la storia della medicina occidentale, che fino a poco tempo fa non mostrava interesse – e ancor meno finanziamenti per la ricerca – per malattie che non riguardassero corpi di genere maschile. Con umorismo e intelligenza, il testo smaschera miti scientifici nella loro persistenza ostinata e ne rivela l’assurdità. Eppure, il discorso polifonico e serrato delle donne in scena non allevia il loro dolore, che è radicato sia nei loro corpi che nel sistema.
frau heilt (party) non promette né una ricetta universale né la festa che risolverà tutto. Ma, dopo duemila anni di patriarcato, finalmente! un raggio di luce all’orizzonte.

di
Julia Haenni

traduzione
Michela Bianchi (Civica Scuola Altiero Spinelli)

con la supervisione di
Sarah Hofstetter

lettura scenica a cura di
Giulia Rumasuglia

con
Anahì Traversi
Marta Malvestiti
Luz Beatriz Lattanzi

La prima battuta di frau heilt (party) – terzo capitolo di una trilogia – è: “In realtà non voglio più parlarne”. Julia Haenni porta in scena le contraddizioni del lento progresso nella vita delle donne e delle minoranze. Anche se ormai ci sono maggiori possibilità di accesso al potere e di espressione, i ruoli rigidi e la misoginia sono ancora ovunque. Da ciò nasce un senso di esaurimento, un crollo nervoso, di fronte al quale si può solo disperarsi o ridere. Si può trasformarlo in arte o cercare, finalmente, di sparire del tutto? 
Questo dilemma si manifesta in modo particolarmente evidente quando si parla dei problemi di salute delle donne. Dall’isteria all’endometriosi, ciò che le donne raccontano sul proprio dolore viene spesso ignorato o addirittura sminuito.
frau heilt (party) vuole dare uno spazio radicale a questi dolori (e guarigioni), a una sofferenza che la medicina ha appena iniziato a comprendere. 
frau heilt (party) è un grande “contenitore” in cui tutto viene gettato – forse per liberarsi di qualcosa e, alla fine, andare avanti con un peso un po’ più leggero. Il “party” nel titolo è un gioco pungente, una tappa necessaria nel processo di emancipazione: passa attraverso la collettività, l’invenzione di nuove regole, nuove parole, per guarire un po’ il mondo – e se stesse. Il testo si lecca le ferite, anche se sa: in realtà, non vogliamo più doverlo fare.

Nata nel 1988 in Argovia, lavora come autrice, performer e regista indipendente. Ha studiato regia teatrale all’Università delle Arti di Zurigo, oltre a teatro e germanistica presso le università di Berna e Berlino. I suoi lavori sono stati presentati in teatri e festival in tutta la Svizzera, in Germania, Francia, Messico, Argentina e Austria. Il suo testo frau im wald, scritto durante il programma svizzero di formazione in drammaturgia “Dramenprozessor”, è stato invitato all’Heidelberger Stückemarkt e al Drama Fest di Città del Messico. Nella stagione 2018/19 è stata autrice residente al Konzert Theater Bern, dove ha scritto frau verschwindet (versionen), premiato nel 2020 con il Premio Letterario di Berna. Sempre nel 2020 è stato pubblicato il suo primo libro, kiosktexte, una raccolta di brevi lavori su commissione e testi di spoken word (Edition Taberna Kritika). Nel 2021 ha pubblicato, insieme alla fotografa Mali Lazell, il libro fotografico ICH WILL ALLES! Streikporträts, che documenta in parole e immagini lo sciopero femminista del 2019 (Edition Clandestin). Per la sua opera drammatica ha ricevuto nel 2021 il Premio Welti e nel 2024 il Deutscher Jugendtheaterpreis (Premio Tedesco del Teatro Giovanile). frau heilt (party) è un’opera commissionata dal Theater Winkelwiese e ha debuttato nel 2024 nello stesso teatro.

Regista, si è diplomata a La Manufacture e vive tra Losanna e Zurigo. Le sue collaborazioni artistiche l’hanno portata allo Schauspielhaus Zürich, dove lavora con Herbert Fritsch, al Grand Théâtre de Genève con Luk Perceval, al Poche/GVE di Ginevra con Mathieu Bertholet e al Théâtre Vidy-Lausanne con Katie Mitchell e Rimini Protokoll. Nel 2022 inizia la collaborazione con Stefan Kaegi/Caroline Barneaud come assistente artistico di Utopolis Lausanne, che continuerà nel 2023 e 2024 con Paysages partagés. Formatasi in Letteratura francese e russa presso l’Università di Ginevra e la Humboldt Universität zu Berlin, la sua ricerca teatrale presso La Manufacture è dedicata alla creazione del silenzio in scena. Nel 2024 ha diretto femme disparaît (versions) di Julia Haenni presso il teatro Poche/GVE e ha creato Hercule di Friedrich Dürrenmatt al Théâtre Vidy-Lausanne.

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