Manchester Collective
Fergus McCreadie pianoforte
Stephen Henderson percussioni
Rakhi Singh violino
Donald Grant violino
Simone van der Giessen viola
Christian Elliott violoncello
David Bowden contrabbasso
sabato 06 giugno
Jazz in Bess
35.- CHF
Sconto LAC+
Fergus McCreadie (*1997)
Forest Floor
Stream
Donald Grant (*1980)
Thoir thusa nuas an rionnag sin
Prelude Valse
NZ 2004
Christian Mason (*1984)
Eki Attar, da Tuvan Songbook
Muttos, da Sardinian Songbook
György Kurtág (*1926)
Officium breve in memoriam Andreae Szervánszky, op. 28 (estratti)
Joseph Haydn (1732-1809)
Adagio dal Quartetto per archi in do maggiore Op. 54 N. 2, Hob. III:57
Anna Meredith (*1978)
Honeyed Words
Un’esperienza musicale senza confini: il Manchester Collective esplora l’incontro tra jazz, folk e musica classica, creando un dialogo sorprendente tra mondi musicali lontani. Con un repertorio che spazia dalla musica scozzese di Fergus McCreadie e Donald Grant alle raffinate architetture di György Kurtág e Joseph Haydn, fino all’innovazione sonora di Christian Mason e Anna Meredith, il programma riflette una pluralità di voci e visioni che trovano nell’audacia radicale del collettivo la loro forza espressiva.
“Creiamo esperienze umane radicali, ispirate dalla musica che amiamo”: il programma del concerto del Manchester Collective parte dalla tradizione per poi esplorare territori sonori sempre più fluidi e aperti, dove il confine tra scrittura e improvvisazione si dissolve in un’esperienza musicale totalizzante. Si parte con Fergus McCreadie, pianista scozzese che mescola jazz e musica tradizionale, seguito da Donald Grant, che unisce il folk scozzese con la classica. Christian Mason porta il pubblico in un viaggio attraverso la tradizione popolare, reinterpretata con un linguaggio contemporaneo. Le composizioni di György Kurtág e Joseph Haydn sono caratterizzate rispettivamente da sperimentazione formale ed eleganza espressiva, mentre Anna Meredith mette assieme elementi classici ed elettronici. La scelta dei brani in programma riflette non solo il desiderio di esplorare nuove possibilità timbriche e formali, ma anche l’impegno del Manchester Collective nella creazione di connessioni inedite tra mondi musicali differenti.